Tutte le strade sono più semplici da attraversare con una mano
Guardavo “Le Cirque du Soleil” l'altra sera in televisione e a parte quel essere inutile di Filippa Lagerback che interrompeva lo spettacolo per i suoi squallidi monologhi sono rimasta colpita da colori, musiche e idee.
C'era un acrobata che nella sua bellissima tuta gialla e rossa cercava di accendere un candelabro solo col gesto della mano, ma il candelabro scappava verso l'alto e lui si arrampicava su sedie, tavoli e culle per bambini fino a 10 metri…
e ancora altre sedie una sull'altra incastrate alla perfezione
e 20 metri…
e ancora più su, sembrava non si fermasse mai.
Ad un certo punto di questa scalata inquadrano un bimbo che osserva rapito a occhi spalancati,
la bocca un poco aperta in un'espressione di stupore e preoccupazione, vuole sapere come va a finire…ma farebbe qualunque cosa per evitare che quel acrobata cada.
-ti prego non cadere!
-non ti preoccupare piccolo, sono allenato a stare quassù. lo faccio di mestiere. e poi se non accendo il candelabro dovrò cenare al buio…
-ma perché il candelabro continua a salire?
-perché altrimenti lo raggiungerei e finirebbe il gioco.
-ma non puoi usare una scala?
-non per dove voglio arrivare io. devo costruirla da me. un pezzo per volta. capita che i pezzi non si incastrino alla perfezione. ma vado avanti lo stesso con quello che ho.
-hai freddo?
-solo quando tu chiudi gli occhi e hai paura. allora mi chiedo se da solo posso davvero farcela. se serva accendere una luce quando non c'è nessuno con cui cenare. e mi chiedo quanta luce faranno mai 3 candele a 100 metri d'altezza. e mi sembra che più costruisco pezzi di questa scala più il candelabro sale verso l'alto. mi chiedo se quest'altezza abbia un senso, se la mia scelta sia coraggio o solo incoscienza. potrei cenare prima che cada il buio e lasciar stare questa salita.
-hai paura del buio?
-voglio solo vedere dove finisce. ammesso che finisca.
-la mamma dice che al buio non ci sono mostri. che devo imparare a dormire con la luce spenta. Io ci credo. Mi fido della mamma. ma non è colpa mia se i miei occhi vedono solo con la luce accesa.
-fidati dei tuoi occhi, piccolo. ma non solo di quelli: è la luce che crea le ombre. e promettimi una cosa. Resta qui a guardarmi, stammi vicino.
-se vuoi ti aiuto...
-purtroppo non puoi piccolo. non permetto a nessuno di aiutarmi. ognuno deve fare da solo. Dovunque tu scelga di andare portati dietro tutto quello che hai di più caro perché ti mancherà, perché ti sentirai solo, perché avrai voglia di rinunciare. perché passerai il tempo a chiederti se hai sbagliato. Sono molto di più le cose contro di noi che quelle che ci aiutano. Vorrei avere parole più belle da dire a te che hai negli occhi sogni che io non riesco nemmeno a immaginare. Ma a furia di salire ho paura di aver perso qualcosa più di aver trovato qualcos'altro. Mi chiedo cosa vedano i miei occhi da quassù, e se questo cielo valga davvero la mia solitudine. Più arrivi vicino ai tuoi sogni, più hai paura di realizzarli…
Quando l'acrobata alla fine arriva a toccare il candelabro, con un soffio accende l'ultima candela,
la sala non si rischiara per nulla,
ma il numero è riuscito, il pubblico applaude.
-la discesa è più pericolosa sai piccolo. sembra tutto stupido a guardarlo da sotto...
Il bambino è ancora lì
immobile…
gli stessi occhi stupiti e preoccupati…
-posso tenerti la mano?


















Farouk cammina sotto il sole che cala, alla fine di un pomeriggio di settembre,