Credo nel valore delle parole
nel suono profondo della mia voce che prende alla schiena lungo il metallo delle panchine
nella dolcezza che provo stanotte e che ho scatenato su di te
e vorrei potessi sentirne il dolore come io sento il tuo
credo nel modo in cui so ancora sorprendermi e scoprirmi diversa
non sempre migliore, ma nuova
nei fili d'argento dei ragni a descrivere approdi tra sponde che nessuno sapeva
credo in chi ha il coraggio di lasciarsi ferire
e poi lavora in silenzio a rimarginare ferite con strani sorrisi che saranno cicatrici
credo in chi vede questi segni sulla pelle e ne ascolta il racconto
credo che tutto sarebbe potuto andare diversamente
ma questo vale comunque siano andate le cose
credo che questa corsa non si possa definire fuga finché non sia chiara la destinazione
credo nei colori che escono dai contorni
credo nelle canzoni che girano a caso nei sogni e mi svegliano al mattino
credo nell'orecchio assoluto anche se non l’ho mai avuto
credo nel rispetto,
nella fatica
e nel cambiare idea
credo in chi chiude porte ma sa che c'è sempre qualcuno che ha la chiave
non ti resta che sperare che sia discreto nel suo venirti a prendere
che sia dolce il suo abbraccio
credo in chi non rinuncia per quante volte abbia fallito
credo nella sindrome dei mulini a vento
quando li inventi
enormi e fortissimi e sanno sempre come ferirti
e ti fai piccolissima e senza armi
e poi li sconfiggi quando non provi nemmeno a combatterli
e ridi di te stessa
senza disprezzo
con affetto
credo che non si viva tutti i giorni ma il più delle volte si esista soltanto
ed è già molto
quando l'aria intorno brucia nei polmoni per ricordarti che c'è un limite
e l'hai raggiunto
credo in chi resta a guardare questo limite
ascolta il ritmo del proprio respiro,
prende fiato,
sente com'è essere arrivati fino a qui
poi magari indietreggia di un paio di passi per guardare meglio
credo che a volte quando indietreggi
stai solo prendendo la rincorsa
anche se non credo sia il mio caso