Un giorno, mentre nevicava, un bambino mi ha chiesto:
"ma i fiocchi di neve cadono a caso o sanno già dove andare?"
Non lo so Mattia.
Forse è una cosa che sanno fare di natura,
forse seguono tutti il primo,
forse scoprono il mistero del loro viaggio mentre lo affrontano.
Certo
sarebbe bello
avere questa certezza di essere guidati come fiocchi di neve
dolcemente
sopra lampioni e ombre
in incredibile equilibrio
sarebbe bello
assaporare questo volo libero
come una danza di cui si conosce ogni passo
sarebbe bello
sapere che c'è un posto dove andare a posarsi
e che nessun errore potrà mai cambiare questa verità
"Facciamo un gioco Mattia.
Adesso cominciamo a correre, quando siamo alla massima velocità ci lanciamo in questa distesa intatta di neve e cerchiamo di atterrare nella posizione più strana possibile. Poi ci alziamo lentamente, guardiamo l'impronta che abbiamo lasciato e cerchiamo di indovinare a cosa assomiglia. E poi lo rifacciamo. E poi di nuovo. E di nuovo ancora, cosa ne dici?"
Siamo andati avanti per più di un'ora a lanciarci nella neve, urlando come pazzi, tra gli sguardi prima allibiti e poi divertiti dei passanti.
"Un girino, un asterisco, una conchiglia, una montagna, la mamma quando mi sgrida, un dinosauro, una spada, un gatto che beve il latte, un albero, un sole..."
Non so
mi sembra che questo campo bianco di sagome simili a fiori
con steli di impronte di piedi
che abbiamo lasciato dietro di noi
sia bellissimo
Pensavo che forse questa neve che cade può aiutarmi a trarre da questo meraviglioso disordine un destino.
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