Carissima,
Se ripenso a te, com'eri trent'anni fa, non posso non sorridere. Ma di un sorriso amaro.
Sorridere della tua costante sensazione di inadeguatezza, quasi ti sentissi perennemente al posto sbagliato nel momento sbagliato.
15 anni: fase crudele della vita: conflitti, scossoni, solitudini. Dove si rischia di pagare per tutta la vita scelte fatte più per convenienza che per necessità.
Ricordo che hai spesso mascherata la tua insicurezza verso il gruppo dietro ad una facciata estremamente altezzosa. Così, davvero gli altri hanno smesso di cercarti, definendoti alquanto "snob".
Eri etichettata come la "ragazza selettiva", alla quale non andava mai bene nessuno.
Ma voglio rincuorarti. Perchè la tua parte sana, tutt'altra che fragile, ti salverà.
Anzi, oggi posso dirtelo. Dopo trent'anni di vita vissuta contro corrente, contro tutti e tutto, oggi posso dirti che non sei tu quella strana. Non pensare di essere tu quella sbagliata se vivi sempre in guerra. Prendere tutto a livello personale non ti aiuta. Cerca di piangere di meno e di renderti un pò più leggera, di renderti un pò più simpatica. Quello della dura è un marchio difficile da togliersi di dosso.
Voglio darti una lezione sull'educazione sentimentale. Mi addolora, a vederla con gli occhi di oggi, quella tua morbosa ricerca di amore, che complica sempre i rapporti con gli altri. Capisco la tua voglia di dividere, di sentirti dedita a qualcuno, ma non è obbligatorio stare con qualcuno come credi tu. Se diventi più autonoma dal punto affettivo, impari a conoscerti meglio. Al posto di voler sempre essere al centro dell'attenzione, prova a pensare di più a te stessa.
Coraggio, poi passa.
Hai solo tanto bisogno di essere abbracciata. Ed io lo so.
E ti abbraccio forte, forte, forte.

















