Ham Ham Hamtaro!

Utente: Cappuccina
La donna che credeva di non avere più tempo

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Avete bevuto *loading* cappuccini!

giovedì, 19 marzo 2009

Guardo il mondo dalla finestra. Lo guardo e mi appare sconosciuto. Forse i vetri sono sporchi, forse non riesco ad orientarmi e tutto sembra diverso. Guardo questo mondo allontanarsi sempre più dal mio, guardo e non riconosco più le forme, i colori, i paesaggi attorno a me. Il freddo che vedo fuori, lo percepisco sulle mani, nei piedi, in questa stanza spoglia che si sta prendendo una vacanza prima di diventare, almeno lei, una nuova stanza. Il freddo che fuori abbraccia gli alberi e le cime di queste montagne che restano innevate ma felici, entra nel mio cuore. Sento il freddo compattarsi in piccole stalattiti che indelicatamente raffreddano i miei pensieri, le mie emozioni, le mie decisioni. Cerco il calore. Lo cerco nella scrivania vuota sommersa di libri, lo cerco in questo pavimento marmorizzato, ma tutto resta freddo. In questa sensazione continua di freddezza, mi accorgo di non averti vicino e di non poterti usare come fonte di calore. Mi sarei adagiata alla tua spalla. Lo avrei fatto piano, senza fare rumore. Avrei sentito il tuo corpo sempre caldo scuotersi leggermente di fronte a questo mio gesto di tenerezza. Avrei sentito la tua mano decisa carezzarmi i capelli, avrei sentito la tua voce profonda dirmi che...non devo preoccuparmi. Qualsiasi cosa, tu ci sei. Mi guardo attorno ma tu non ci sei. Mancano la tua spalla, la tua mano, la tua voce. Mi resta solo il ricordo di questa promessa. Guardo fuori e fa freddo.
Anche lì.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 15:42 | Link | commenti
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri dolci, pensieri caldi
sabato, 21 febbraio 2009

Lei mi guarda con quegli occhi così grandi e così ingenui.

Mi guarda e aspetta che le parole escano da sole. Senza fatica. Senza pensare.
Mi abbraccia con l'ennesima voce strozzata dal pianto e mi confida che con lui ha rotto.

A dire il vero ha rotto con lui migliaia di volte:
Migliaia di volte lei ha cercato di resistere e migliaia di volte l'ha ricercato.

Naturalmente, lui da buon samaritano, ha sempre riaperto la porta.

Lei è innamorata di lui. Ma lui non ama lei. Un classico patetico.

Lei lo sa. Lui lo sa. Loro non sanno perchè stanno insieme. Non sanno perchè stanno al telefono per ore. Non sanno perchè fanno l'amore, il sabato pomeriggio.

Quasi tutti i sabato pomeriggio, da dieci mesi a questa parte.

Hanno entrambi una concezione del rapporto. Del loro rapporto.

Lei dice "Di lui, sono innamorata".
Lui dice "Mi vedo con una".

Lei aspetta per ore un messaggio, una chiamata. Si sveglia a qualsiasi ora, durante la notte per vedere se lui, anche per una sola frazione di minuto ha pensato a lei.

Ma lui non pensa mai a lei.

Pensa a lei quando le scrive; "sono solo. Posso passare da te?".

E lei, che non vorrebbe rinunciare a lui, conta fino a dieci poi fino a venti poi fino a trenta e poi si pente perchè ha aspettato troppo a rispondere e  lui magari potrebbe aver spento il cellulare nel frattempo.
Vorrebbe dire di no ma poi lo vede e la forza scompare. Il suo corpo a volte si ribella ma il suo cuore mai.

Dopo l'amore, la domenica lei si sente sempre piccola e giura a se stessa che basta.
Con lui ha chiuso. Non vuole elemosinare il suo amore.

Ma il lunedi sera presa dalla nostalgia, gli manda un messaggio; "Ti penso".
E lui le risponde; "Buona serata".

Lei mi abbraccia e i suoi occhi mi pregano di non dirle quello che già sa.
Che già conosce.

Stai tranquilla, non ti dirò che questo rapporto è malato. Non ti dirò che la colpa è forse solo tua.
Che dovresti perderlo. Invece lo cerchi.

Il mio abbraccio si fa sempre più forte, empaticamente entro nei suoi pensieri, nel suo cuore triste e nella sua mente confusa.
E quando cerco di dirle che la vita è oltre, che deve per forza uscirne, lei si asciuga gli occhi, soffia il naso e mi chiede:

"Avresti una fetta di torta? ho fame e poco tempo. E' sabato, e lui tra poco arriva da me".

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 17:28 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri dolci
domenica, 08 febbraio 2009

Cara Cappuccina,

Oggi è il  tuo giorno speciale. Un giorno che segna l'anno che va. Ma che segna anche la speranza del cambiamento.
Hai aspettato questo giorno per giorni. Un pò perchè sei egocentrica (e non ti offendere) e un pò perchè vivi sempre in balia delle onde del senso di inferiorità.
Così per giorni hai fatto il conto alla rovescia come i bambini lo fanno con le vacanze da scuola, idealizzando qualcosa che poi, nella realtà, non accade mai.
Questa mattina ti osservavo. Mentre ti preparavi, un sorriso solcava il tuo viso stanco. Mentre ti truccavi e vestivi...tutto sorrideva.
Oggi è il tuo giorno speciale: bisogna sorridere!
Per il resto, il solito copione. Auguri, auguri, auguri, auguri. Niente di più e niente di meno. Però hai accettato tutto e tutti sfoderando il tuo nuovo sorriso. Quello delle occasioni speciali. Quello del giorno speciale.
Aspettando.
Aspettando il giorno speciale è quasi sera. E...l'augurio, quello speciale, quello che...è quasi un anno che lo stai aspettando, quello no. Nemmeno arriverà più.
"Odio le ricorrenze! Odio le date! Odio i compleanni!"
Nasconde così, l'assenza di cura nei miei riguardi.
Nasconde così il disagio di dover condividere con me il mio...giorno speciale.

Tanti auguri, Cappuccina.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 22:32 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri spensierati, pensieri dolci, pensieri caldi, pensieri stagionali
lunedì, 02 febbraio 2009

Non guardo mai la televisione. Se proprio devo guardare un contenitore, preferisco guardare la vasca dei pesci.

Almeno, dentro, qualcosa di vivo c'è.

Però ho preso l'influenza e nel triste vagare per casa, muovendomi come un procione in letargo dal divano al letto, dopo aver letto tutto ciò che c'era da leggere, dopo aver pensato a tutto ciò che c'era da pensare, l'ho accesa.

Per un attimo ho pensato che l'influenza mi avesse provocato una sorta di "ritorno al passato". Un pò come nel film "Non ci resta che piangere", dove Benigni e Troisi si ritrovano, di colpo, catapultati nel 1492.

Ecco, io ho avuto la sensazione che fossimo tornati ai tempi di qualche lontana monarchia.

Poi ho capito che i "tronisti" non sono altro che la nuova creazione del re dei re...della spazzatura.

Ho girato e rigirato, senza sapere dove andare...No, questa è Baglioni!

Ho girato e rigirato, senza davvero che guardare. Così mi sono limitata a schiacciare malinconicamente i tasti del telecomando.

Alla fine, mi sono fermata su di una pubblicità. Strano, qualcuno dirà.

Solitamente, è proprio durante la pubblicità che si gira canale!

Non ricordo il prodotto pubblicizzato.Una frase, però, mi ha colpita.

"Quando saprò parlare, ti dirò quanto sono felice".

E...dentro mi si è aperto il solito dibattito. Che mi dispiace se annoierà qualcuno di noi...ma...la poca presunzione che la mia mamma mi ha passata...mi fa dire che, tra tutta la noia di cui il mondo è piena, l'unico dibattito che non mi annoia mai è quello tra la mia testa e il mio cuore.

I bambini dimostrano la felicità, la gioia e la fiducia verso il genere adulto, sorridendo, accarezzando, toccando, osservando ogni nostro più piccolo movimento.

La parola manca, è vero. Ma i cinque sensi colmano. Eccome se colmano.

Poi si cresce, si "matura", e le modalità di entrare nell'altro cambiano completamente. I cinque sensi sembrano dimenticati. Ci si allontana, fisicamente. Certi gesti sono sconvenienti. Certe occhiate non si fanno, stanno male! Certi sorrisi, poi...per carità.

A che serve, poi, tutta questa fisicità?

Noi abbiamo la parola!

Noi sappiamo parlare" Anzi"

Sappiamo anche scrivere. Sms, veloci come il vento. Che più scrittura sono un insulto alla lingua italiana. Ma questo poco importa. Che conta è la velocità!

Così, nella fretta di farti sapere che ti sto pensando, mi sono completamente dimenticata di dirtelo, che ti sto pensando. Così, nell'ingordigia della velocità virtuale, non so più dirti che ...sono felice.

Quando ero piccola, avrei voluto dirtelo. Ma non potevo. Oggi sono grande. Ma non posso dirtelo ugualmente. Perchè mi sono dimenticata come si fa a communicare un sentimento. Perchè la nostra vita è nelle mani della più audace servitù: telefono, internet, fax, televisione.

Un soffio di vento scuote il mio sonno, forse si è aperta la finestra.

Mi sgranchisco. Da questo divano che ha preso la mia forma.

Il bambino della pubblicità non c'è più. Forse me lo sono sognato. Forse ho sognato tutto.

Cosa è vero? Cosa non lo è? Dipende...

Sento che stasera te lo dirò, a voce, che sono felice. E non aspetterò di essere grande per farlo.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 02:41 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri dolci, pensieri evaporati, pensieri caldi
mercoledì, 31 dicembre 2008

Si chiude un altro anno. La consuetudine ordina il bilancia. Cosa è uscito. Ma soprattutto...siamo in pari?

I conti, però, non tornano quasi mai.. Per una seria infinita di ragioni. Così, quando ci si ritrova con se stessi per parlarsi di come è stato l'anno appena trascorso...si resta malinconicamente in silenzio.

Perchè c'è sempre qualcosa che non ha funzionato come avrebbe dovuto. O come ci sarebbe piaciuto che funzionasse.

Che l'anno nuovo allora sia all'insegna delle piccole (ma efficaci e durature) gioie. Perchè la vera felicità è data dalla serenità dell'animo. E ciò che rende sereno l'animo è qualcosa di lieve, leggero, che attutisce i rumori della tristezza, della malinconia.

Per questo...alcune piccole gioie per il nuovo anno...

Ridere così forte che ti fanno male le mascelle
Nessuno in coda davanti a te alle casse del supermercato
Un "ti voglio bene" inaspettato
Ricevere posta
Accendere la radio proprio quando stanno trasmettendo la tua canzone preferita
Restare sdraiato a letto ad ascoltare la pioggia
Trovare la maglia che cercavi in saldo a metà prezzo

Una telefonata a qualcuno lontano
Ridere di te stesso
Le telefonate di mezzanotte che durano ore
Ridere senza ragione

Un augurio speciale per il proprio compleanno
Avere qualcuno che ti dice che sei bellissima (o anche solo bella, o carina...)
Ascoltare accidentalmente qualcuno dire qualcosa di carino su di te
Fare un bel sogno...

E voi...quali sono le gioie che vorreste vivere nel prossimo anno?

Auguri di cuore. Per un 2009 ricco di piccole gioie.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 16:41 | Link | commenti (5)
categoria:pensieri, pensieri dolci, pensieri caldi
giovedì, 18 dicembre 2008

A te, che passi di qua per caso o perchè ti piace leggere quello che io scrivo...
oggi sono io che vorrei leggere qualcosa di tuo.

Su di me.

Una frase, una serie di aggettivi, una parola che riesca a farmi capire...come credi che io sia.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 21:21 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri spensierati, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi
lunedì, 29 settembre 2008

E' vero, fa freddo. Però, appena il sole esce con qualche tiepido raggio, mi piace bere il caffè all'aperto.

Così ho fatto ieri e seduta ad un tavolino di un bar, guardavo la vita degli altri.

Mi piace osservare le persone. Ricordo che già da bambina trascorrevo ore intere a guardare gli altri, ad immaginare cosa stesserò dicendo, cosa pensasserò.

Avrei dovuto fare l'osservatrice.
Che mestiere fai? "Osservo"
Sì, ma cosa? "La vita degli altri"

Suona bene. Mi piace!

Così, in mezz'ora ho potuto vedere che...alcune situazioni mi sono molto familiari, che non è vero che certe cose capitano solo a me, il mondo è pieno di gente che...si comporto come me. O come le persone che mi sono vicine.

Ho capito che non sono sola. Che certe solitudini sono solo apparenti.

Dall'altra parte delle strada una giovane coppia litiga furiosamente. Il traffico intenso mi impedisce di capire le parole he si stanno vomitando addosso.
Lei lo tocca, lo strattona, lo spinge. Lui indietreggia. Lei vuole accorciare le distanze, a lui la vicinanza di lei, sta stretta. Lei gli punta un dito addosso, lui si volta e le dà la schiena.

Non riesce a reggere il suo sguardo. Lei lo prende, di forza, e lo costringe a guardarla. Ed è lì, in quella minuscola frazione di secondo che, io dipingo il mio quadro. Lui l'ha tradita. Non voleva, ma è successo. Lei vuole capire. Le donne sono sempre troppo analitiche. Le donne hanno il "perchè" conficcato nella testa e nel cuore. Gli uomini, invece, preferiscono trovare le soluzioni, sono più pratici e meno analitici. Lei vuole sapere perchè lui l'ha tradita. Che cos'ha l'altra che lei non ha. Lui tace, la guarda e tace. Lei urla e cerca lo scontro fisico, quasi come risposta a tutti i suoi perchè.

Lui esasperato da queste reazioni, la spinge e se ne va. Velocemente, come un ladro. Lei resta lì, sola e confusa. Con tutta una serie di perchè ai quali non avrà mai risposte. Prende la strada opposta e se ne va. L'immagine di questa lite e di questi due sconosciui che si allontano prendendo due direzioni opposte, mi ha toccato molto. E mi sono ritrovata a fare il tifo in silenzio.

"Non andatevene, chiarite. Parlatene!!!".

Ma io sono così. Magari loro hanno bisogno di più tempo, magari loro stanno bene nella loro lite. Magari era giusto così.

Dopo un attimo però, ecco che lei si rivolta e corre...corre....corre alla ricerca delle risposte negate. E quando lo raggiunge, lo affera da dietro con una foga così passionale, così tenera da lasciarmi stordita.
Lui si volta e l'abbraccia.

Restano così, sul marciapiede di Corso Garibaldi, per un tempo che a me è sembrato eterno.

"Scusa" sembra dire lui.
"Non farlo mai più" sembra rispondere lei.

Finisce con questo "Happy  End" il film del quale io sono stata la regisa. Poco importa se poi, nella loro realtà le cose sono andate diversamente.
A me, questo film è piaciuto che sia andato così.

Sì. Avrei dovuto fare l'osservatrice, o forse l'interprete.

Interprete delle vite altrui. Che suonano sempre così simili alla mia.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 16:46 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri spensierati, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri stagionali
martedì, 08 luglio 2008

Ti ricorderò sorridente
e non sarà difficile.
L'allegria e la bontà
trovavano nei tuoi occhi
lo specchio di un'anima serena.

Ricorderò
il suono di un mandolino
che in quella sera di primavera
regalava un cielo
al soffitto di una cantina.
La musica per la musica,
senza calcoli,
senza interessi,
un'illusione
nel vibrare di una corda.

Quando le folle si dileguano,
conti gli amici sulle dita di una mano,
e te ne avanzano pure...
allora trovavo a casa tua
una porta sempre aperta,
una sedia,
un bicchiere.

Mi mancherà il tuo "Ciao!"
per la strada,
ma ti vedrò,
alzando gli occhi,
mentre cammini tra le stelle,
donando poesia
con le tue serenate.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 14:36 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri dolci
giovedì, 03 luglio 2008

Non ho certezze
da vendere.
Solo dubbi
e fantasie;
sono vissuta
in un grappolo
di illusioni e follie.

Durano un attimo
gli anni,
nel vento lontano
della gioventù,
ora rallento i miei giorni,
come l'ultimo vino,
per gustarli di più.

Ed alla fine
che resta
delle antiche speranze;
un disperato sogno
o una delusione in più.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 15:04 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri stagionali
mercoledì, 18 giugno 2008

...E allora viviamolo
questo amore!
Questo fuoco maledetto
che ci prende e ci uccide.

Un pugno allo stomaco,
due occhi in cui perdersi,
due labbra
nelle quali consumarsi.

E quando...
non è più così,
diventa abitudine.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 23:45 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi