Non guardo mai la televisione. Se proprio devo guardare un contenitore, preferisco guardare la vasca dei pesci.
Almeno, dentro, qualcosa di vivo c'è.
Però ho preso l'influenza e nel triste vagare per casa, muovendomi come un procione in letargo dal divano al letto, dopo aver letto tutto ciò che c'era da leggere, dopo aver pensato a tutto ciò che c'era da pensare, l'ho accesa.
Per un attimo ho pensato che l'influenza mi avesse provocato una sorta di "ritorno al passato". Un pò come nel film "Non ci resta che piangere", dove Benigni e Troisi si ritrovano, di colpo, catapultati nel 1492.
Ecco, io ho avuto la sensazione che fossimo tornati ai tempi di qualche lontana monarchia.
Poi ho capito che i "tronisti" non sono altro che la nuova creazione del re dei re...della spazzatura.
Ho girato e rigirato, senza sapere dove andare...No, questa è Baglioni!
Ho girato e rigirato, senza davvero che guardare. Così mi sono limitata a schiacciare malinconicamente i tasti del telecomando.
Alla fine, mi sono fermata su di una pubblicità. Strano, qualcuno dirà.
Solitamente, è proprio durante la pubblicità che si gira canale!
Non ricordo il prodotto pubblicizzato.Una frase, però, mi ha colpita.
"Quando saprò parlare, ti dirò quanto sono felice".
E...dentro mi si è aperto il solito dibattito. Che mi dispiace se annoierà qualcuno di noi...ma...la poca presunzione che la mia mamma mi ha passata...mi fa dire che, tra tutta la noia di cui il mondo è piena, l'unico dibattito che non mi annoia mai è quello tra la mia testa e il mio cuore.
I bambini dimostrano la felicità, la gioia e la fiducia verso il genere adulto, sorridendo, accarezzando, toccando, osservando ogni nostro più piccolo movimento.
La parola manca, è vero. Ma i cinque sensi colmano. Eccome se colmano.
Poi si cresce, si "matura", e le modalità di entrare nell'altro cambiano completamente. I cinque sensi sembrano dimenticati. Ci si allontana, fisicamente. Certi gesti sono sconvenienti. Certe occhiate non si fanno, stanno male! Certi sorrisi, poi...per carità.
A che serve, poi, tutta questa fisicità?
Noi abbiamo la parola!
Noi sappiamo parlare" Anzi"
Sappiamo anche scrivere. Sms, veloci come il vento. Che più scrittura sono un insulto alla lingua italiana. Ma questo poco importa. Che conta è la velocità!
Così, nella fretta di farti sapere che ti sto pensando, mi sono completamente dimenticata di dirtelo, che ti sto pensando. Così, nell'ingordigia della velocità virtuale, non so più dirti che ...sono felice.
Quando ero piccola, avrei voluto dirtelo. Ma non potevo. Oggi sono grande. Ma non posso dirtelo ugualmente. Perchè mi sono dimenticata come si fa a communicare un sentimento. Perchè la nostra vita è nelle mani della più audace servitù: telefono, internet, fax, televisione.
Un soffio di vento scuote il mio sonno, forse si è aperta la finestra.
Mi sgranchisco. Da questo divano che ha preso la mia forma.
Il bambino della pubblicità non c'è più. Forse me lo sono sognato. Forse ho sognato tutto.
Cosa è vero? Cosa non lo è? Dipende...
Sento che stasera te lo dirò, a voce, che sono felice. E non aspetterò di essere grande per farlo.