Ham Ham Hamtaro!

Utente: Cappuccina
La donna che credeva di non avere più tempo

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Avete bevuto *loading* cappuccini!

giovedì, 18 dicembre 2008

A te, che passi di qua per caso o perchè ti piace leggere quello che io scrivo...
oggi sono io che vorrei leggere qualcosa di tuo.

Su di me.

Una frase, una serie di aggettivi, una parola che riesca a farmi capire...come credi che io sia.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 21:21 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri spensierati, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi
lunedì, 29 settembre 2008

E' vero, fa freddo. Però, appena il sole esce con qualche tiepido raggio, mi piace bere il caffè all'aperto.

Così ho fatto ieri e seduta ad un tavolino di un bar, guardavo la vita degli altri.

Mi piace osservare le persone. Ricordo che già da bambina trascorrevo ore intere a guardare gli altri, ad immaginare cosa stesserò dicendo, cosa pensasserò.

Avrei dovuto fare l'osservatrice.
Che mestiere fai? "Osservo"
Sì, ma cosa? "La vita degli altri"

Suona bene. Mi piace!

Così, in mezz'ora ho potuto vedere che...alcune situazioni mi sono molto familiari, che non è vero che certe cose capitano solo a me, il mondo è pieno di gente che...si comporto come me. O come le persone che mi sono vicine.

Ho capito che non sono sola. Che certe solitudini sono solo apparenti.

Dall'altra parte delle strada una giovane coppia litiga furiosamente. Il traffico intenso mi impedisce di capire le parole he si stanno vomitando addosso.
Lei lo tocca, lo strattona, lo spinge. Lui indietreggia. Lei vuole accorciare le distanze, a lui la vicinanza di lei, sta stretta. Lei gli punta un dito addosso, lui si volta e le dà la schiena.

Non riesce a reggere il suo sguardo. Lei lo prende, di forza, e lo costringe a guardarla. Ed è lì, in quella minuscola frazione di secondo che, io dipingo il mio quadro. Lui l'ha tradita. Non voleva, ma è successo. Lei vuole capire. Le donne sono sempre troppo analitiche. Le donne hanno il "perchè" conficcato nella testa e nel cuore. Gli uomini, invece, preferiscono trovare le soluzioni, sono più pratici e meno analitici. Lei vuole sapere perchè lui l'ha tradita. Che cos'ha l'altra che lei non ha. Lui tace, la guarda e tace. Lei urla e cerca lo scontro fisico, quasi come risposta a tutti i suoi perchè.

Lui esasperato da queste reazioni, la spinge e se ne va. Velocemente, come un ladro. Lei resta lì, sola e confusa. Con tutta una serie di perchè ai quali non avrà mai risposte. Prende la strada opposta e se ne va. L'immagine di questa lite e di questi due sconosciui che si allontano prendendo due direzioni opposte, mi ha toccato molto. E mi sono ritrovata a fare il tifo in silenzio.

"Non andatevene, chiarite. Parlatene!!!".

Ma io sono così. Magari loro hanno bisogno di più tempo, magari loro stanno bene nella loro lite. Magari era giusto così.

Dopo un attimo però, ecco che lei si rivolta e corre...corre....corre alla ricerca delle risposte negate. E quando lo raggiunge, lo affera da dietro con una foga così passionale, così tenera da lasciarmi stordita.
Lui si volta e l'abbraccia.

Restano così, sul marciapiede di Corso Garibaldi, per un tempo che a me è sembrato eterno.

"Scusa" sembra dire lui.
"Non farlo mai più" sembra rispondere lei.

Finisce con questo "Happy  End" il film del quale io sono stata la regisa. Poco importa se poi, nella loro realtà le cose sono andate diversamente.
A me, questo film è piaciuto che sia andato così.

Sì. Avrei dovuto fare l'osservatrice, o forse l'interprete.

Interprete delle vite altrui. Che suonano sempre così simili alla mia.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 16:46 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri spensierati, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri stagionali
giovedì, 03 luglio 2008

Non ho certezze
da vendere.
Solo dubbi
e fantasie;
sono vissuta
in un grappolo
di illusioni e follie.

Durano un attimo
gli anni,
nel vento lontano
della gioventù,
ora rallento i miei giorni,
come l'ultimo vino,
per gustarli di più.

Ed alla fine
che resta
delle antiche speranze;
un disperato sogno
o una delusione in più.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 15:04 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri stagionali
mercoledì, 18 giugno 2008

...E allora viviamolo
questo amore!
Questo fuoco maledetto
che ci prende e ci uccide.

Un pugno allo stomaco,
due occhi in cui perdersi,
due labbra
nelle quali consumarsi.

E quando...
non è più così,
diventa abitudine.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 23:45 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi
domenica, 15 giugno 2008

Souffles
Silence

J'écoute une voix
un ton
qui entre dans moi

Un ton de souvenirs
de nostalgie
de douceur infinie

J'écoute une voix
et je suis extasiée

J'écoute
Je t'écoute.

 

 

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 18:31 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci
giovedì, 15 maggio 2008

Una volta ho letto questa frase su di un libro: "Trova una persona che scavi dentro di te la sua necessità, che riesca a diventarti indispensabile, questo è l'amore"(P.Handke). Allora sono arrivata alla conclusione di essere una persona perennemente innamorata.
Il mio nome è Cappuccina, ma mi sarebbe piaciuto avere un nome un pò più aggressivo, tipo Gloria o Apollonia, più feminile come Luella o Liana, ben augurane come Luminosa o Allegra ma...
L'impulso di vagabondare e la voglia di osservare sono in me più forti di qualunque altro e nutro un interesse sviscerato per tutto ciò che è moda o pubblicità.

A volte non ti desidero realmente, ma ti prendo lo stesso perchè sono annoiata e ho voglia di bruciare assieme a te.
A volte invece stare con te mi rasscura, è una sensazione che mi raddoppia e mi fa sentire importante qualunque cosa io stia facendo, tipo entrare in una stanza piena di gente o partecipare ad una discussione o ancora sostenere uno di quelli sguardi che ti penetrano dentro.
Ma certe volte ancora, come questa, ti voglio con tutte le mie forze, allora ti vengo incontro, ti prendo tra le mani e ti accendo. E mi metto comoda sul divano. E mi rilasso. E lascio che il mondo giri senza di me.
E' bellissimo avvertire il momento iniziale in cui il tabacco prende fuoco. Quello è un rumore che mi avvolge, la nicotina mi scorre nelle vene e mentre o butto fuori in linea retta il cervello è un pò più contento.
Oggi sei la numero 15, ma la più "ben accetta" di tutta la giornata e te lo dico  mentre mi guardo i piedi scalzi e un poco abbronzati. Li sto guardando perchè sono accovacciata a terra sul parquet, sui i limiti di un balcone spalancato alla vita e mi trovo un immagine molto glamour, di quelle da pubblicità. Sì, penso potrei benissimo essere una pubblicità di una nota marca di sigarette.
La scena si svolge sul terrazzo di una bellissima casa bianca, che si affaccia direttamente sulla spiaggia.
Siamo al tramonto.
L'inquadratura è di fronte al mare sul cui orrizonte si staglia una palla di fuoco arancione, e tra il mare e la telecamera il terrazzo di legno, un plaid rosso e una ragazza di spalla adagiata sul plaid che fuma con lo sguardo fisso sul mare  e la palla di fuoco. Vicino al plaid un posacenere di vetro anonimo e nient'altro a parte il legno del terrazzo.
Della ragazza si desume solo che sia giovane, dalle esile figura e dai  capelli scuri, tenuti raccolti con un bastoncino di legno, essenziale come l'abbigliamento: un paio di jeans ed una maglietta bianca. Non porta le scarpe, perchè ha i piedi nudi adagiati al lato e mentre la mano sinistra regge la sigaretta, l'altra è poggiata a terra.
La pelle è ambrata, baciata dal sole e la mano che sorregge la sigaretta presenta una piccola cicatrice.
E mentre i  Verve cantano "The drugs don't work" vorrei tenerti tra le mani passeggiando sulla riva della spiaggia e lasciarmi bagnare ritmicamente i piedi e anche i jeans fino a quasi il ginocchio. Io, tu che mi fai dai enfasi, i miei jeans, il mare, il tramonto, i gabbiani, il vento addosso che mi scompiglia i capelli e niente più.
Poi vorrei trattenerti anche a sera inoltrata. Io, tu che mi dai enfasi, i miei jeans, il mare, la luna eterea, il vento addosso che mi scompiglia i capelli e niente più.
Invece resto qui...
Mi arriva l'eco di bambini che giocano...
E mi ricordo che è primavera inoltrata...
Lui è appena andato via ed io infilo le gambe tra le linee della ringhiera come facevo quando ero piccola e lascio che i piedi penzolino nel vuoto e siano accarezzati dall'aria dolce che si muove appena.
Mentre ti spengo con due dita nel posacenere, mi stendo a terra e rimango a guardare il cielo solcato da una striscia zzurra di un aereo...
Non vorrei sentire altro che non sia nicotina.
Non vorrei sentire altro che non sia questo indolenzimento nel basso ventre che mi rimanda a lui e a quanto ci ha giocato in questa zona qui.
Non vorrei sentire altro che questo profumo invischiato nei miei capelli.

Poi mi rialzo e ripenso alla prossima volta che ti riaccenderò dopo che lui mi avrà spenta.

 

giovedì, 03 aprile 2008

Voglia di respirare aria nuova
esco
giornata strana
sospesa fra inverno e primavera
cammino pensierosa
sospesa come il tempo
alzo lo sguardo
un sorriso
avevo dimenticato
bello un sorriso fatto con il cuore
quanto tempo
in un attimo la complicità che non ricordavo quasi
vibrazioni
emozioni
sensazioni
calore

Era solo una giornata come tante
ora è speciale.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 01:49 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi, pensieri stagionali
venerdì, 25 gennaio 2008

L'appeler
illusion brisée
celà ne corrispondrait pas à la verité...
ça été simplement un battement
de cils
rendu inutile de la réalité.
L'appeler
espoir déçu
celà ne corrispondrait pas à la verité...
ça été seulement un battement
de coeur
qui c'est arreté devant la réalité.
L'appeler
douce émotion...
oui
c'est la définition
parceque malgré tout
c'est ce qu'il restera.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 03:31 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi
martedì, 04 settembre 2007

Sguardi appena dissimulati. 

Gesti abbozzati, trattenuti. 

Un soffio, appena, un mormorio, un brivido sulla pelle del mio collo. 

 

Sorriso, sguardo di invito. 

Una mano che si attarda sulla pelle denudata. 

Cercare... 

 

Perchè desiderare? 

 

C'è questa voglia primaria, animale, carnale. 

Pelle contro pelle. 

Respirare l'altro. 

Giocare. 

Mordere. 

Ridere. 

Fondersi. 

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 00:19 | Link | commenti (3)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi
lunedì, 28 maggio 2007

Tu m'as éclaté dedans 

Je te retrouve partout 

Et çà ne sert à rien  changer de musique                                

Et çà ne sert à rien changer l'objet de mes désirs 

Et çà ne sert à rien changer d'attitude 

Et çà ne sert à rien de te mettre en discussion 

Et je te pense dans des endroits jamais vu 

Dans situations jamais véçues 

en rêves jamais réalisés 

en réalité jamais rêvée 

en routes jamais faites ensemble  

en vêtements jamais touchés 

en peau jamais effleurée 

en visages jamais vus 

en mains jamais entrelacées 

en yeux dans lesquels je ne me suis jamais perdue 

en cheveux que je n'ai jamais caressé 

en promenades jamais faites 

en lits jamais défaits  

en café jamais goûté 

en breloques jamais trouvées 

en pages jamais lues 

en film jamais vu 

en mers jamais traversées 

en sourires jamais explosés 

en jours jamais vécus  

en rêves jamais rêvés à deux.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 22:05 | Link | commenti (6)
categoria:pensieri, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi