Ham Ham Hamtaro!

Utente: Cappuccina
La donna che credeva di non avere più tempo

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Avete bevuto *loading* cappuccini!

domenica, 05 aprile 2009

Resto in ascolto. E mentre nelle finestre accanto alle mie c'è qualcuno che prova cio che in questo momento sto provando, e mentre nelle porte accanto alla mia c'è qualcuno che stenta a prendere sonno come me, in questi mentre, io resto in ascolto.

Ascolto la vita scivolare via, come gocce perfette che imperfettamente rigano i vetri in questa notte piovosa.

Ascolto i pensieri che, negli attimi scanditi da quel fastidioso orologio, si alimentano e niente più sono se non pensieri.

Vago nei pochi metri che mi circondano e resto in ascolto. Un grillo parlante, una voce silenziosa, uno spiraglio di luce sommessa, un faro violento.

Niente. Attorno a me il vuoto.

Sì. Sono una donna libera di aver paura.

Talmente libera che sa di essere sola.

 

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 02:49 | Link | commenti (3)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri freddi
giovedì, 19 marzo 2009

Guardo il mondo dalla finestra. Lo guardo e mi appare sconosciuto. Forse i vetri sono sporchi, forse non riesco ad orientarmi e tutto sembra diverso. Guardo questo mondo allontanarsi sempre più dal mio, guardo e non riconosco più le forme, i colori, i paesaggi attorno a me. Il freddo che vedo fuori, lo percepisco sulle mani, nei piedi, in questa stanza spoglia che si sta prendendo una vacanza prima di diventare, almeno lei, una nuova stanza. Il freddo che fuori abbraccia gli alberi e le cime di queste montagne che restano innevate ma felici, entra nel mio cuore. Sento il freddo compattarsi in piccole stalattiti che indelicatamente raffreddano i miei pensieri, le mie emozioni, le mie decisioni. Cerco il calore. Lo cerco nella scrivania vuota sommersa di libri, lo cerco in questo pavimento marmorizzato, ma tutto resta freddo. In questa sensazione continua di freddezza, mi accorgo di non averti vicino e di non poterti usare come fonte di calore. Mi sarei adagiata alla tua spalla. Lo avrei fatto piano, senza fare rumore. Avrei sentito il tuo corpo sempre caldo scuotersi leggermente di fronte a questo mio gesto di tenerezza. Avrei sentito la tua mano decisa carezzarmi i capelli, avrei sentito la tua voce profonda dirmi che...non devo preoccuparmi. Qualsiasi cosa, tu ci sei. Mi guardo attorno ma tu non ci sei. Mancano la tua spalla, la tua mano, la tua voce. Mi resta solo il ricordo di questa promessa. Guardo fuori e fa freddo.
Anche lì.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 15:42 | Link | commenti
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri dolci, pensieri caldi
sabato, 21 febbraio 2009

Lei mi guarda con quegli occhi così grandi e così ingenui.

Mi guarda e aspetta che le parole escano da sole. Senza fatica. Senza pensare.
Mi abbraccia con l'ennesima voce strozzata dal pianto e mi confida che con lui ha rotto.

A dire il vero ha rotto con lui migliaia di volte:
Migliaia di volte lei ha cercato di resistere e migliaia di volte l'ha ricercato.

Naturalmente, lui da buon samaritano, ha sempre riaperto la porta.

Lei è innamorata di lui. Ma lui non ama lei. Un classico patetico.

Lei lo sa. Lui lo sa. Loro non sanno perchè stanno insieme. Non sanno perchè stanno al telefono per ore. Non sanno perchè fanno l'amore, il sabato pomeriggio.

Quasi tutti i sabato pomeriggio, da dieci mesi a questa parte.

Hanno entrambi una concezione del rapporto. Del loro rapporto.

Lei dice "Di lui, sono innamorata".
Lui dice "Mi vedo con una".

Lei aspetta per ore un messaggio, una chiamata. Si sveglia a qualsiasi ora, durante la notte per vedere se lui, anche per una sola frazione di minuto ha pensato a lei.

Ma lui non pensa mai a lei.

Pensa a lei quando le scrive; "sono solo. Posso passare da te?".

E lei, che non vorrebbe rinunciare a lui, conta fino a dieci poi fino a venti poi fino a trenta e poi si pente perchè ha aspettato troppo a rispondere e  lui magari potrebbe aver spento il cellulare nel frattempo.
Vorrebbe dire di no ma poi lo vede e la forza scompare. Il suo corpo a volte si ribella ma il suo cuore mai.

Dopo l'amore, la domenica lei si sente sempre piccola e giura a se stessa che basta.
Con lui ha chiuso. Non vuole elemosinare il suo amore.

Ma il lunedi sera presa dalla nostalgia, gli manda un messaggio; "Ti penso".
E lui le risponde; "Buona serata".

Lei mi abbraccia e i suoi occhi mi pregano di non dirle quello che già sa.
Che già conosce.

Stai tranquilla, non ti dirò che questo rapporto è malato. Non ti dirò che la colpa è forse solo tua.
Che dovresti perderlo. Invece lo cerchi.

Il mio abbraccio si fa sempre più forte, empaticamente entro nei suoi pensieri, nel suo cuore triste e nella sua mente confusa.
E quando cerco di dirle che la vita è oltre, che deve per forza uscirne, lei si asciuga gli occhi, soffia il naso e mi chiede:

"Avresti una fetta di torta? ho fame e poco tempo. E' sabato, e lui tra poco arriva da me".

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 17:28 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri dolci
lunedì, 29 settembre 2008

E' vero, fa freddo. Però, appena il sole esce con qualche tiepido raggio, mi piace bere il caffè all'aperto.

Così ho fatto ieri e seduta ad un tavolino di un bar, guardavo la vita degli altri.

Mi piace osservare le persone. Ricordo che già da bambina trascorrevo ore intere a guardare gli altri, ad immaginare cosa stesserò dicendo, cosa pensasserò.

Avrei dovuto fare l'osservatrice.
Che mestiere fai? "Osservo"
Sì, ma cosa? "La vita degli altri"

Suona bene. Mi piace!

Così, in mezz'ora ho potuto vedere che...alcune situazioni mi sono molto familiari, che non è vero che certe cose capitano solo a me, il mondo è pieno di gente che...si comporto come me. O come le persone che mi sono vicine.

Ho capito che non sono sola. Che certe solitudini sono solo apparenti.

Dall'altra parte delle strada una giovane coppia litiga furiosamente. Il traffico intenso mi impedisce di capire le parole he si stanno vomitando addosso.
Lei lo tocca, lo strattona, lo spinge. Lui indietreggia. Lei vuole accorciare le distanze, a lui la vicinanza di lei, sta stretta. Lei gli punta un dito addosso, lui si volta e le dà la schiena.

Non riesce a reggere il suo sguardo. Lei lo prende, di forza, e lo costringe a guardarla. Ed è lì, in quella minuscola frazione di secondo che, io dipingo il mio quadro. Lui l'ha tradita. Non voleva, ma è successo. Lei vuole capire. Le donne sono sempre troppo analitiche. Le donne hanno il "perchè" conficcato nella testa e nel cuore. Gli uomini, invece, preferiscono trovare le soluzioni, sono più pratici e meno analitici. Lei vuole sapere perchè lui l'ha tradita. Che cos'ha l'altra che lei non ha. Lui tace, la guarda e tace. Lei urla e cerca lo scontro fisico, quasi come risposta a tutti i suoi perchè.

Lui esasperato da queste reazioni, la spinge e se ne va. Velocemente, come un ladro. Lei resta lì, sola e confusa. Con tutta una serie di perchè ai quali non avrà mai risposte. Prende la strada opposta e se ne va. L'immagine di questa lite e di questi due sconosciui che si allontano prendendo due direzioni opposte, mi ha toccato molto. E mi sono ritrovata a fare il tifo in silenzio.

"Non andatevene, chiarite. Parlatene!!!".

Ma io sono così. Magari loro hanno bisogno di più tempo, magari loro stanno bene nella loro lite. Magari era giusto così.

Dopo un attimo però, ecco che lei si rivolta e corre...corre....corre alla ricerca delle risposte negate. E quando lo raggiunge, lo affera da dietro con una foga così passionale, così tenera da lasciarmi stordita.
Lui si volta e l'abbraccia.

Restano così, sul marciapiede di Corso Garibaldi, per un tempo che a me è sembrato eterno.

"Scusa" sembra dire lui.
"Non farlo mai più" sembra rispondere lei.

Finisce con questo "Happy  End" il film del quale io sono stata la regisa. Poco importa se poi, nella loro realtà le cose sono andate diversamente.
A me, questo film è piaciuto che sia andato così.

Sì. Avrei dovuto fare l'osservatrice, o forse l'interprete.

Interprete delle vite altrui. Che suonano sempre così simili alla mia.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 16:46 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri spensierati, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri stagionali
venerdì, 19 settembre 2008

Peut il te manquer quelque chose qui n'est pas "à toi"?

La logique serait de dire rationnellement non!

Mais la rationalité c'est quelque chose de totalment "irrationnel"

Où tu l'as...

Ou tu ne réussis pas à la trouver

Meme pas dans un dictionnaire...

Et alors...

Oui, il peut me manquer quelque chose qui n'est pas "mien"

Il peut  me manquer

Au point de sentire dans l'estomac

Sa présence...

Au point que chaque souffle de vent

Te semble un signal...

Au point que tu penses que ton cerveau

Distors

Puisse etre semblable au cerveau distors d'autres...

Au point de me nier les mots, les paroles

En réalité

Il te semble désirer entendre son son...

Oui, il peut me manquer

Quelque chose qui n'est pas "à moi"

Et que dans la folie

De sentiments flottants

Je réussis à entendre

Inexorablement

Mien...

Inexorablement

Et incroyablement

...dèjà perdu...

 

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 02:01 | Link | commenti (2)
categoria:pensieri, pensieri tristi
martedì, 08 luglio 2008

Ti ricorderò sorridente
e non sarà difficile.
L'allegria e la bontà
trovavano nei tuoi occhi
lo specchio di un'anima serena.

Ricorderò
il suono di un mandolino
che in quella sera di primavera
regalava un cielo
al soffitto di una cantina.
La musica per la musica,
senza calcoli,
senza interessi,
un'illusione
nel vibrare di una corda.

Quando le folle si dileguano,
conti gli amici sulle dita di una mano,
e te ne avanzano pure...
allora trovavo a casa tua
una porta sempre aperta,
una sedia,
un bicchiere.

Mi mancherà il tuo "Ciao!"
per la strada,
ma ti vedrò,
alzando gli occhi,
mentre cammini tra le stelle,
donando poesia
con le tue serenate.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 14:36 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri dolci
venerdì, 25 gennaio 2008

L'appeler
illusion brisée
celà ne corrispondrait pas à la verité...
ça été simplement un battement
de cils
rendu inutile de la réalité.
L'appeler
espoir déçu
celà ne corrispondrait pas à la verité...
ça été seulement un battement
de coeur
qui c'est arreté devant la réalité.
L'appeler
douce émotion...
oui
c'est la définition
parceque malgré tout
c'est ce qu'il restera.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 03:31 | Link | commenti (1)
categoria:pensieri, pensieri tristi, pensieri folli, pensieri dolci, pensieri caldi
martedì, 22 gennaio 2008

Venerdì 18 gennaio "TEX" è stato strappato alla vita, alla famiglia e alla sua inseperabile Lokomotiva, che chiamare moto è reduttivo.
Per Tex la moto, non era una semplice passione ma parte del su Dna. I motori, i radunni, gli amici hanno scandito tutta la sua vita. Un omone dal carattere d'oro ma, sopra ogni cosa, un grande personaggio e un esempio per chi si apprestava ad entrare nel mondo dei biker. Nel mondo di chi la moto la vive ogni giorno, la conosce, la crea a sua immagine e somiglianza, esattamente come Tex aveva fatto con a Lokomotiva una Guizza 850 del '75.
Anni fa, per "Bikers life", Tex aveva raccontato se stesso e le sue grandi passioni. Le sue prime moto e poi i gruppi: la Big family, i Dirty Bikers, i Brotherhood Mc e, infine, i Guzzi freunde Valsusa. Sempre in sella, alla sua moto e nella vita, per affrontare a testa alta tutto quello che il destino puo' riservare.
Ieri uno dei tanti amici "mi mancherà molto la sua presenza ingombrante ovunque avessimo occasione di incontrarci. Era molto conosciuto , in Italia e all'estero, anche perchè nonostante gli inevitabili problemi che la vita normalmente ci riserva lui aveva sempre il buonumore e la parola giusta.
Che possa scorrazzare in moto sulle strade del cielo e proteggerci tutti. L'impegno è di non dimenticarlo e di tramandare la memoria di un grande personaggio che ci è stato tolto troppo presto"

Vaja con dios Tex

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 14:45 | Link | commenti (6)
categoria:pensieri, pensieri tristi
martedì, 23 ottobre 2007

Di nuovo una partenza, un arrivederci a fra qualche mese, di nuovo lontani tanto quanto un continente, addirittura una stagione.

Sarà che tutto ha una fine che io non voglio conoscere, ma mi sembra che oggi, davvero, siamo lontani.

 

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 19:22 | Link | commenti
categoria:pensieri, pensieri tristi
martedì, 16 ottobre 2007

Con rassegnazioe
ti avrei detto addio
il giorno che serenamente
ti fossi incamminato
sul viale inquietante
che porta ad altra vita.

Ma prima di partire,
come beffardo oltraggio,
dolori e patimenti,
atroci sofferenze,
divorano il tuo corpo
straziano il mio cuore.

Questa è la prima volta
che io ti vedo piangere
lacrime di sconforto
che mai hai conosciuto.
Supplico per te pietà,
per te imploro pace.

Il corpo martoriato,
senza più forza, cerca
un inutile aiuto
fra le braccia vuote
di figlia impotente
cui sanguina il cuore

Perchè tanto soffrire?
Perchè tanto tormento?
Anche la scienza è vinta,
non dà più guarigione,
ma prolunga le pene
d'una assura espiazione.

Costretta e sgomenta
ho accettato la tua morte
ho accettato la tua
ho accettato la
ho accettato
ho
.

Sorseggiato da: Cappuccina quando erano le ore 02:36 | Link | commenti (5)
categoria:pensieri, pensieri tristi